A Bucarest il volto umano dell’imprenditoria italiana: dalla sua attività nel settore dell’ospitalità all’impegno concreto per chi ha bisogno
Ci sono imprenditori che si misurano soltanto attraverso i numeri, gli investimenti e i risultati economici. E poi ci sono uomini che, accanto al lavoro e al successo professionale, scelgono di dare un significato diverso alla propria presenza nella società.
È il caso di Paolo Di Tocco, imprenditore italiano da molti anni attivo in Romania, che ha costruito la propria esperienza nel settore dell’ospitalità e della ristorazione, ma che ha saputo distinguersi anche per la sensibilità dimostrata nei confronti delle persone più fragili.
A Bucarest il suo nome è legato soprattutto a Casa Siqua, realtà dell’accoglienza nata dalla sua attività imprenditoriale e divenuta negli anni anche luogo di incontro per la comunità italiana e per numerose iniziative culturali e sociali.
Ma è soprattutto nei momenti difficili che si comprende il valore di una persona.
E la storia recente ha offerto a Paolo Di Tocco l’occasione di trasformare la solidarietà da semplice parola in un gesto concreto.
Con lo scoppio della guerra in Ucraina, infatti, Casa Siqua è stata messa a disposizione anche per l’accoglienza di famiglie ucraine, offrendo ospitalità e sostegno a persone costrette a lasciare il proprio Paese.
La Fondazione Reale Margherita di Romania ha documentato l’utilizzo della struttura nell’ambito delle attività di assistenza ai rifugiati e ha riconosciuto il contributo di Paolo Di Tocco.
Un gesto che assume ancora più valore perché non si è limitato alla semplice disponibilità di una struttura. L’accoglienza significa aprire una porta, mettere a disposizione uno spazio, garantire un pasto, ascoltare una persona che ha perso la propria casa e spesso anche le proprie certezze.
Nel 2023 Casa Siqua ospitò inoltre una serata dedicata ai bambini ucraini, organizzata dalla Fondazione Reale Margherita di Romania, alla presenza di importanti rappresentanti diplomatici e istituzionali. Anche in questa occasione venne riconosciuta la generosità di Paolo Di Tocco.
È questo il lato meno conosciuto dell’imprenditore: quello di un uomo che sembra considerare la propria attività non soltanto come uno strumento per produrre ricchezza, ma anche come una possibilità per restituire qualcosa alla comunità.
La sua attenzione verso gli altri emerge anche nel rapporto con la comunità italiana presente in Romania.
Paolo Di Tocco ha ricoperto il ruolo di consigliere del Com.It.Es. Romania, partecipando alla vita della collettività italiana e alle iniziative rivolte ai connazionali residenti nel Paese.
La sua esperienza rappresenta così un particolare esempio di imprenditoria italiana all’estero: fare impresa senza dimenticare le persone.
In un’epoca nella quale la parola “successo” viene spesso associata esclusivamente al denaro, alle proprietà e ai bilanci, la vicenda di Paolo Di Tocco ricorda che esiste anche un’altra forma di ricchezza: quella che nasce dalla capacità di aiutare chi attraversa un momento di difficoltà.
La vera carità, del resto, non ha bisogno di grandi proclami.
Spesso si manifesta attraverso gesti semplici e concreti: una porta che si apre, un letto messo a disposizione, un pasto offerto, un aiuto dato senza chiedere nulla in cambio.
Ed è proprio attraverso questi gesti che l’imprenditore italiano ha lasciato un segno nella realtà romena.
Paolo Di Tocco è dunque un esempio di come l’impresa possa incontrare la solidarietà e di come il successo professionale possa convivere con il senso di responsabilità verso il prossimo.
Perché alla fine, oltre alle aziende, agli alberghi e agli investimenti, ciò che rimane davvero di un uomo sono le persone che ha aiutato lungo il cammino.
E in questo senso, la storia di Paolo Di Tocco racconta soprattutto una cosa: che il cuore può essere, ancora oggi, il più importante degli investimenti.
