Pippo Gianni si è dimesso da sindaco di Priolo Gargallo

L’ex parlamentare regionale Pippo Gianni ha rassegnato le proprie dimissioni da sindaco di Priolo Gargallo. La decisione è stata confermata dai legali che lo assistono nella vicenda giudiziaria per la quale dal 4 ottobre scorso Gianni si trova agli arresti domiciliari. Le dimissioni potrebbero accelerare i tempi per la revoca della misura cautelare sofferta dall’indagato che deve rispondere delle accuse di d’istigazione alla corruzione, tentata concussione, falsità materiale e ideologica in atti pubblici.

Il pubblico ministero Tommaso Pagano, com’è noto, ritiene di avere acquisito riscontri probatori tali da sostenere l’accusa in tribunale, ottenendo il giudizio immediato nei confronti dell’ex parlamentare alla Camera, che sarà sottoposto a processo già all’udienza del 10 marzo. La vicenda è legata alle presunte pressioni che il primo cittadino priolese avrebbe fatto nei confronti dei dirigenti di due aziende del petrolchimico. Nel fascicolo del dibattimento è finita una serie d’intercettazioni in cui Gianni avrebbe fatto delle richieste a favore di imprese del luogo. “Io non ho interesse di nessun tipo, non mi devo arricchire, non ho figli, parenti, cugini, nipoti”, avrebbe detto in una delle conversazioni intercettate. Se per la difesa dimostrerebbe che Gianni non abbia mai chiesto nulla per sé ma avrebbe agito per aiutare la collettività e, in particolare, i disoccupati priolesi, per la Procura di Siracusa “costituisce uno strumento ordinario di azione dell’indagato che non teme di lanciare avvertimenti espliciti a coloro che mostrano difficoltà nell’accontentarlo”. 

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