E’ Robert Carsen che si aggiudica l’Eschilo d’ oro 2026 “Per la straordinaria capacità di coniugare un rigoroso rispetto del testo classico con una visione scenica audace, originale e di respiro universale. Con il suo debutto al Teatro Greco di Siracusa, con Edipo Re e successivamente con Edipo a Colono e Antigone, Robert Carsen ha saputo tessere i tre drammi sofoclei dedicati a Edipo in un’opera unitaria di rara potenza visiva e intellettuale. Attraverso una regia fedele all’anima del mito ma capace di parlare al presente, ha trasformato la scena antica in uno spazio di riflessione stupefacente e contemporaneo. Per questa trilogia-capolavoro, che onora la tradizione tragica rinnovandone la forza catartica“
Premiato dal sindaco Italia, dal sovrintendente Pitteri e dalla consigliera Valensise , Carsen chiude con Antigone il trittico preceduto da Edipo re ed Edipo a Colono.
Siamo ai tempi moderni ,va in scena la guerra, i soldati con i fucili spinati per tutto il tempo
nascondono a tratti la trama lineare della tragedia. Un ‘Antigone assediata e perseguitata dai mitra
e dalle accuse misogine di Creonte. Dolce e struggente nel diaolgo con la sorella Ismene alla quale
ricorda la fierezza di aver seppellito il fratello. Gravi sciagure ricadono su coloro che non onorano e non danno degna sepoltura ai morti. E poi lo scontro con Creonte , fiera e pronta ad affronatare Ade , subisce attacchi verbali solo perchè donna.
Si alzano i toni con le parole dispotiche e patriarcali di Creonte rivolte al figlio Emone, fidanzato di Antigone, “guai ad ascoltare le parole di una donna, meglio quelle del nemico”.
Ma Creonte non puo ascoltare le parole ne i consigli di nessuno, lui è il re .
Solo davanti all’indovinoTiresia, ai suoi presagi nefasti deve fermare il suo impeto di morte.
E come nella tragedia di Shakespeare, proprio quando le famiglie di Verona così come il re di Tebe dopo le parole di Tiresia, avevano cambiato idea deponendo le armi e la voglia di vendetta, i giovani amanti facevano
l’estremo gesto , suicidandosi.
Bravi gli attori , bravo il coro nei pochi momenti in cui si è sentito, arditamente estesa la scena.
Ma si sa per i puristi tutto ormai eccede, per chi ama lasciarsi trascinare dal nuovo allestimento e
dalla nuova interpretazione è sempre un privilegio esserci . Per buona pace di Eschilo










































































































































































































