Gettonopoli in Sicilia: le assoluzioni superano di gran lunga le condanne

Su richiesta della Procura della Repubblica (la Procura per la cronaca non può archiviare, ma chiedere) il Gip del tribunale di Siracusa Tiziana Carrubba, ha disposto l’archiviazione della posizione di 39 persone, in carica ed ex consiglieri comunali, coinvolti a vario titolo nell’inchiesta denominata “Gettonopoli” e la trasmissione degli atti alla Corte dei Conti di Palermo. Il giudice terzo ha accolto la richiesta avanzata dai pm Tommaso Pagano e Davide Lucignani. Ora la trasmissione degli atti alla Procura presso la Corte dei conti di Palermo che dovrà chiarire e verificare se vi sia stato un danno erariale per le casse del Comune di Siracusa, oppure no.

Alla fatta dei conti e nella buona sostanza, la Gettonopoli siciliana rimane un mero fatto storico della politica amministrativa siciliana e nulla più. Un brutto ricordo certamente. La popolazione gridava giustizia ma, nella maggior parte dei casi, le inchieste della magistratura per un verso o per un altro sono terminate con la doppia assoluzione: sia da parte della Corte dei Conte, sia dei tribunali. Siracusa è rimasta indietro nella conclusione delle indagini, quindi in ritardo secondo la tabella di marcia, ma lo scenario è identico e la soluzione finale appare simile a quella degli altri comuni della Sicilia in cui a prevalere sono le assoluzioni rispetto alle condanne. Scrivevano pressappoco in merito, quasi tutti i giornali. “A Palermo costano più che a Milano, ad Agrigento sono più diffuse dei caffè offerti al bar, A Messina e a Enna fissate quando i cittadini fuggono verso il mare. A Siracusa è stata una vera gogna mediatica che oltrepassa i confini dello Stato italiano, con l’appellativo di comune più indagato d’Italia. E ancora. Le riunioni dei consigli comunali, sono l’ultima frontiera dello spreco targato Sicilia. Una vera e propria manna capace di pesare sui bilanci già disastrati dei comuni per importi a sei cifre: una situazione che va avanti da anni e che solo adesso ha gettato nel panico i consigli comunali sull’Isola, tra perquisizioni della Guardia di Finanza, denunce e inchieste a tappeto”.

Assoluzioni a tappeto

Nella Gettonopoli di Porto Empedocle è stata archiviata la contestazione di danno erariale – pari ad oltre 120 mila euro – avanzata dalla Procura della Corte dei conti nei confronti di 12 ex consiglieri comunali di Porto Empedocle Agrigento. Numerosi ex consiglieri, avevano ricevuto una contestazione di danno erariale da parte della Corte per avere approvato una delibera di aumento del gettone di presenza.
La delibera secondo la Procura, avrebbe comportato un danno erariale di 122.918,50 euro, pari alla differenza tra quanto percepito dai consiglieri comunali negli anni 2013-2014: 216.595,30 euro, e quanto avrebbero dovuto percepire: 93.676,80 euro. I 12 ex consiglieri, si sono costituiti in giudizio sostenendo la legittimità della deliberazione. Gli avvocati difensori hanno sottolineato l’insussistenza del dolo e della colpa grave, avendo i consiglieri fatto affidamento sui pareri di regolarità tecnica e contabile, e citando precedenti giurisprudenziali. Il pm, condividendo la tesi sostenuta dai difensori circa l’assenza di condotte improntate a colpa grave o dolo da parte degli ex consiglieri comunali, ha chiesto l’archiviazione della contestazione di danno erariale. Gli ex consiglieri di Porto Empedocle non dovranno pagare alcuna somma per l’aumento del gettone di presenza.

Anche la Gettonopoli di Canicattì, Agrigento, si è chiusa con l’assoluzione di tutti gli imputati; l’istruttoria dinanzi i giudici della Corte dei Conti per la Regione Sicilia legata ai gettoni di presenza triplicati nell’ottobre 2003. Nell’attesa di conoscere le motivazioni, l’assoluzione li ha messi al riparo dell’ipotizzato risarcimento di danni erariali nei confronti del comune di Canicattì. I consiglieri nel 2003 avevano votato la delibera che portava il gettone presenza a quasi 100 euro a seduta rispetto alle originarie 60 mila lire.

La “Gettonopoli di Priolo non esiste”. Questa l’interpretazione della sentenza di secondo grado, emessa dalla sezione d’appello della Corte dei Conti regionale, che, di fatto, ha annullato la sentenza di primo grado con cui erano stati condannati al pagamento delle rispettive somme; il collegio reputa che non siano ravvisabili nei comportamenti tenuti dai consiglieri comunali e del segretario comunale profili di una inescusabile negligenza o superficialità o palese irrazionalità. Pertanto, non si ritiene integrato il requisito di colpa grave e per queste ragioni non è possibile affermare la responsabilità amministrativa per danni erariali”.

Per la Gettonopoli di Messina le condanne sono state ridotte. La sentenza nel 2018 del processo d’appello “Gettonopoli” a Messina, l’inchiesta scoppiata a novembre 2015 e che vide coinvolti per le presenze lampo in commissione 17 consiglieri comunali. Tutti i consiglieri erano stati condannati in primo grado. Tutti condannati ad eccezione dei consiglieri Libero Gioveni e Nora Scuderi. Le condanne, rispetto alla sentenza di primo grado, sono state notevolmente ridotte.
C.A.

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