La falsa quiete politica priolese dopo la tempesta tra veleni, disoccupazione, rischi sanitari, strumentalizzazione e demagogia

La riflessione in corsivo.

Giostre gratuite per i bambini, in occasione della festa dell’Angelo Custode. Premio società e ambiente e tutta una serie di eventi come non mai a Priolo per tanti giorni; estensioni della partecipazione dell’informazione a tappeto con investimenti di fondi e strategia, con ogni mezzo e attenzione. L’osservazione, o interesse che dir si voglia, è puntata sui “marcatori liberi”, di chi si è tirato fuori con la propria assenza facendo mancare la rappresentanza dell’amministrazione comunale in alcuni appuntamenti anche importanti, mentre uomini della vecchia e nuova opposizione si sono presentati a onorare gli eventi. Lotta politica invidia o cosa? Boicottata, di fatto, la seconda edizione del premio nazionale “Società e Ambiente”, organizzato dalla casa editrice A&A con il patrocinio del Comune di Priolo. La manifestazione, inserita nel programma delle cerimonie per il 40° anniversario della fondazione del comune di Priolo, è stata caratterizzata dalle performance di tanti illustri personaggi. Ma cosa si nasconde dietro questa commedia nel palcoscenico di un teatro pubblico già più volte ripetuta nel passato?

L’impressione generale, nello stereotipo collettivo, è quella che a Priolo la politica si gode apparentemente la quiete dopo la tempesta; ma i conti non tornano. Troppi politici navigati sono in giro per il palazzo del potere; assessori, consiglieri, dirigenti, impiegati, uscieri e seguaci, tutti accumunati dagli interessi dei rispettivi gruppi, in una sorta di ricerca della verità, pronti di variare atteggiamento.

In tanti si dichiarano fedelissimi di Pippo Gianni, ma in segreto, in una sorta di “carboneria privata”, intrecciano la trama strategica per annientare il nemico. E, come se non bastasse, i detrattori della dietrologia politica sembrano proprio un male necessario in questo luogo da sempre officina di scontri e tatticismi fuori dalla regola culturale della buona politica. Solo per non perdere la poltrona oppure altro? Un cambiamento repentino generale, sapendo, forse, che la cuccagna potrebbe finire da un momento all’altro. Il sindaco protempore potrebbe procedere con il rimpasto di giunta ad azzerare gli accordi in un attimo. Ma in molti sono pronti (così si vocifera) a impallinarlo prima. Anche in virtù di alcuni atteggiamenti che non piacciono agli alleati pro-tempore della stessa maggioranza, diciamo iniziale.

A chi giovano i mille volti della politica priolese? Certo non a Pippo Gianni e al suo intelletto politico. Nel paradiso terrestre, la domanda che il serpente rivolge alla donna è solo apparentemente innocente. Egli indaga su ciò che Dio ha detto. Non chiama Dio con il nome proprio, ma lo spersonalizza preferendo il più generico. Fino a quando non si rimescolano le carte, non ci si mischia anche benignamente, non si creeranno nuove alleanze e solidarietà, non si potrà discutere assieme senza la paura che un’ipotesi o l’altra, privilegi o l’uno o l’altro. Non c’è solidarietà; tutti pronti all’accusa reciproca e non ci s’impegna a capire le ragioni dell’altro, che non vanno solo rispettate ma anche usate come risorsa critica per se stessi; con questa ennesima campagna di veleni, non si andrà da nessuna parte.

I festeggiamenti della festa del Patrono, non devono, però, far scordare ai politici che il territorio industriale siracusano è oggi uno dei più critici della Sicilia; martoriato dall’inquinamento, oltre che piano zeppo di disoccupati. Una terra ignorata per decenni, che dopo 70anni dall’inserimento delle prime fabbriche, è oggi incomprensibilmente abbandonato più che mai; gli incendi sono ormai la norma per la mancanza della manutenzione e dei controlli. Un Piano regionale di bonifica che non ha mai garantito risultati concreti. Quello degli incendi è diventato l’emergenza; un grave problema che è stato sottovalutato dalle industrie così come dalle istituzioni locali, a cominciare dai comuni e nella maggior parte dei casi, o addirittura non previste le attività di prevenzione, oltre all’annosa questione delle bonifiche al palo de decenni; a parte la bonifica della Pirite a Magnisi, ben fatto, rimane grave il silenzio sul Piano di risanamento ambientale, il forte inquinamento, il caso del depuratore gestito dall’Ias, le discariche nei terreni, il mercurio a mare, i mille capannoni coperti da eternit, le falde fortemente contaminate, le procedure di analisi nelle aree agricole e le bonifiche dei terreni sulle quali incombe un grave pericolo. Nonostante le rassicurazioni delle istituzioni, l’illegalità continua tra roghi, tombamenti e corruzioni, rischi sanitari per i cittadini sono sempre più evidenti. Anche questo è un obbligo dell’amministrazione comunale, oltre a quello della buona politica senza la strumentalizzazione e la demagogia a tutti i costi.

Concetto Alota

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