Mangiafico (Civico 4): “Danno ambientale sotto il cavalcavia della s.p. 14”

Danno ambientale sotto il cavalcavia della s.p. 14. Un tema già affrontato dal movimento “Civico 4” lo scorso 10 aprile denunciando la rottura degli argini del collettore del canale Grimaldi che, sotto il cavalcavia della s.p. 14 compreso tra Necropoli del Fusco e il centro commerciale “Archimede”, dovrebbe condurre i reflui depurati al Porto Grande.

Sull’argomento, il movimento è tornato ieri con una diretta Facebook sul profilo di Michele Mangiafico, alla quale hanno preso parte anche Lea de Gregorio, Antonino Di Liberto, Veronica Saraceno e Massimo Trinca.

“Come è facile osservare affacciandosi dal cavalcavia, i reflui civili si disperdono sul terreno, peraltro frequentato da bovini al pascolo, determinando un importante inquinamento ambientale, di cui gli organi di informazione parlano troppo poco”, spiega il leader del movimento, Michele Mangiafico.

Dopo quella denuncia, la Giunta municipale ha approvato la delibera 52 del 22 aprile 2024, che rappresenta un semplice atto di indirizzo. Con le assenze degli assessori alla Protezione Civile e alla Tutela dell’Ambiente (Pantano), all’Igiene Urbana e al Verde (Cavarra) e agli Affari Legali e al Partenariato Pubblico/Privato (Coppa), i restanti componenti dell’esecutivo hanno affermato nella parte motivazionale che i reflui continuano a raggiungere il Porto Grande.

Nella parte deliberativa, è stata espressa la fattibilità di un collegamento tra il depuratore di contrada Canalicchio e l’impianto dell’I.a.s., attraverso il quale i reflui finirebbero in mare aperto, utilizzando i collegamenti del “sistema Lisimelie” del consorzio di bonifica 10. Tuttavia, la rete in questione non è nata per convogliare le acque alla Targia, ma è la vecchia condotta del consorzio di bonifica che trasportava l’acqua prelevata dal Ciane alla zona industriale, erogazione poi sospesa per problemi ambientali.

“Anche dal punto di vista della parte deliberativa, – dice Mangiafico – l’atto di indirizzo ci sembra carente perché dà per scontato che l’Amministrazione comunale possa utilizzare infrastrutture che non le appartengono, a fronte della richiesta di autorizzazione che nell’ottobre del 2002 firmò l’allora sindaco Titti Bufardeci per provare a realizzare l’analogo progetto in cui si sta cimentando ventidue anni dopo l’attuale sindaco di Siracusa. Non solo. Allora, fu fatta tecnicamente una prova di fattibilità con un by-pass provvisorio, invece oggi si leggono solo fattibilità su carta”.

Questo era frutto di accordi firmati tra tutte le parti coinvolte: Comune di Siracusa, Sai 8, A.S.I. di Siracusa, Consorzio di bonifica di Siracusa, I.A.S., Università di Catania e Assessorato regionale all’energia e servizi di Pubblica utilità – dipartimento rifiuti.

“Il costo stimato – ancora Mangiafico – ammonterebbe a poco più di un milione di euro, di cui i siracusani ad oggi vedono solo “chiacchiere”.

“In mezzo, – afferma – registriamo un lungo periodo storico in cui, in contrasto con il Piano Regionale di Risanamento delle acque, i reflui, anziché essere riutilizzati per uso irriguo, sono stati a lungo sversati nel Porto.”

Il movimento Civico 4 chiede all’Amministrazione comunale un intervento urgente per riparare il danno ambientale in corso sotto il cavalcavia della S.P. 14, la pubblicazione dei risultati dei prelievi condotti dall’Arpa alla foce del Grimaldi, un impegno di spesa concreto e un progetto cantierabile per il ricollegamento delle acque reflue all’I.A.S., l’autorizzazione formale all’utilizzo dei canali del consorzio di bonifica e uno studio di fattibilità in campo sulla loro effettiva fruibilità.

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