Progetto “Siracusa Grecia d’occidente”, mostra e un convegno per celebrare il gemellaggio tra la città e Corinto

Siracusa, 30 giugno ‘22 – Una mostra e un convegno per riflettere sui collegamenti storici e culturali tra Siracusa e il mondo greco nell’ambito della due giorni di iniziative organizzate per il gemellaggio tra Siracusa e Corinto, che porteranno in città personalità e studiosi.

La giornata clou sarà quella di sabato, con l’inaugurazione alle 21, nell’ex convento del Ritiro, della mostra “Limitrofi – Solo lo spazio ricorda”, una bi-personale di scultura e pittura di Stefania Pennacchio e Vassilis Vassiliades. L’esposizione sarà visitabile fino al 10 agosto.

Il vernissage sarà anticipato alle 18,30, a Palazzo Vermexio, dal convegno internazionale dal titolo “Kairos: solo lo spazio ricorda – Confronto tra Greci d’Oriente e Greci d’Occidente”, con relatori greci, ciprioti e italiani.

Ricco e di assoluto valore l’elenco dei partecipanti: Francesco Italia, sindaco di Siracusa; Nanopoulos Vassilis, sindaco di Corinto; Fabio Granata, assessore alla Tutela e valorizzazione dei beni culturali del comune di Siracusa; Prodromos Prodromou, ministro dell’Istruzione della Cultura, dello Sport e della Gioventù di Cipro; Vasilis Nanopoulos; Pasquale Faenza, direttore del Museo della lingua greco-calabra “Gerhard Rohlfs” di Bova (RC); Mariangela Ielo, docente dell’Università di Atene, vicepresidente dell’associazione “Dante Alighieri”, comitato di Atene; Theodoros Angelopoulos, consulente per le relazioni internazionali “Michael Cacoyannis Foundation”, Atene; Klitsa Antoniou, docente universitario Cyprus University of Technology, sezione Belle Arti; Arturo Bizzarro, console onorario di Grecia a Catania; Giuseppe Marino, presidente della Camera di commercio italo-cipriota; Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale, Milano; Sebastiano Provenzano, console di Cipro in Sicilia; Daniele Castrizio, professore di Numismatica bizantina all’Università degli studi di Messina; Daniele Macris, presidente della Comunità ellenica dello Stretto, Messina; Monica Centanni, professore ordinario di Lingua e letteratura greca, Università IUAV di Venezia e Università di Catania; Anselmo Madeddu, scrittore; Christos Argyrou, storico dell’arte specializzato in storia bizantina, Cipro; Stefania Pennacchio, artista, scultrice e presidente dell’associazione Leucò Art Gallery, Siracusa; Vassilis Vassiliades, artista, pittore e direttore artistico della Biennale di Larnaca, Cipro; Jean Blanchaert, curatore, critico d’arte e gallerista internazionale.

Il convegno e la mostra sono promossi dall’associazione culturale Leucò e nascono da un’idea di Stefania Pennacchio, Vassilis Vassiliades e Jean Blanchaert, in sinergia con il comune di Siracusa, l’assessorato regionale alla Cultura e identità siciliana e la Camera di commercio italo-cipriota.

Nota sulla mostra “Limitrofi – Solo lo spazio ricorda” di Stefania Pennacchio e Vassilis Vassiliades

Un confronto concettuale, estetico e culturale tra due artisti di confine. Tra la forza materica delle sculture di Stefania Pennacchio e le pitture quantistiche di Vassilis Vassiliades. Ecco “Limitrofi – Solo lo spazio ricorda”, bi-personale dove il duale femminile-maschile, nutrendosi delle stratificazioni dei territori di provenienza dei due artisti (Sicilia/Calabria e Cipro) contribuisce alla creazione di un dialogo puro e atemporale alla ricerca della sacralità delle forme e dei colori traendo linfa dalle comuni radici mediterranee greche e greco-bizantine. Il confronto avviene tra un greco d’oriente e una greca d’occidente le cui storie personali, oltre a essere stratificazioni culturali, mantengono comunque una memoria genetica tipica dell’uomo bizantino. L’essenzialità delle architetture basiliane nella terra calabra – luogo di origine di Stefania Pennacchio – sobrie, scabre negli esterni – contrappongono un’interiorità ricca di oro e preziosa ricerca estetica come lo può essere la concezione della spiritualità nel pensiero ortodosso. La ricerca di Vassilis Vassiliades, pregna di un linguaggio concettuale contemporaneo, ha in sé come una viva radice che contiene tutti i significanti del passato selezionati accuratamente, meditati e incubati per poi creare un movimento ascensionale di nascita in cui la verticalità del pensiero straccia la cortina del tempo per diventare materia.

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