Sistema Siracusa, l’avvocato Giuseppe Calafiore patteggia

È andato in porto il secondo tentativo di patteggiamento proposto dall’avvocato Giuseppe Calafiore, nell’ambito della complessa inchiesta su “Sistema Siracusa”. Il gup del tribunale peloritano, Ornella Pastore, ha applicato la pena di 10 mesi e 4 giorni di reclusione in continuazione con il precedente patteggiamento davanti al Gup del tribunale di Roma, e l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni. Complessivamente, quindi, Calafiore è stato condannato a 3 anni 7 mesi e 4 giorni. Il giudice l’ha condannato anche alla confisca dei beni, due immobili e una somma in denaro, come concordato con i pubblici ministeri Federica Rende, Antonella Fradà e Antonio Carchietti, da destinare al risarcimento dei danni a favore del comune di Siracusa difeso dall’avvocato Davide Bruno, del consiglio dell’Ordine degli avvocati, assistito dall’avvocato Nunzio Rosso, del magistrato Marco Bisogni con ilo patrocinio dell’avvocato Luigi Piccione, e del civilista Nicolò D’Alessandro, assistito dall’avvocato Nino Leone.

Il patteggiamento di Calafiore è stato piuttosto travagliato. Dopo che diversi giudici sono stati dichiarati incompatibili, nel novembre 2020 il gup del tribunale di Messina, Fabio Pagana, aveva applicato la pena di undici mesi di reclusione, in continuazione con la condanna a due anni e nove mesi inflitta nel febbraio del 2019 dal Gup del Tribunale di Roma. Nel maggio dello scorso anno, però, la corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della Procura generale di Messina, ha annullato quel patteggiamento. Erano stati il procuratore generale Vincenzo Barbaro, e il sostituto Felice Lima, a ricorrere avverso la sentenza di patteggiamento per “l’inadeguatezza della pena”. Un colpo di scena che ha rimescolato, ancora una volta, le carte rispetto alla posizione di Calafiore, che ieri ha, però, chiuso la partita con la giustizia, patteggiando la pena concordata dai legali difensori, avvocati Alberto Gullino e Mario Fiaccavento, per associazione per delinquere, corruzione del pubblico ministero e di periti e consulenti tecnici, svariate ipotesi di falso.

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