Si è aperta formalmente la procedura per la raccolta delle manifestazioni di interesse finalizzata alla cessione di una partecipazione azionaria di maggioranza di almeno il 51% del capitale sociale della Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e di Comiso. Operatori economici italiani ed esteri potranno presentare la propria candidatura entro il 3 giugno prossimo.
L’apertura è stata affidata a una sorta di conferenza stampa (molte le testate che non hanno ricevuto la richiesta di accredito) alla quale ha partecipato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Al tavolo insieme con il rappresentante del governo Meloni, il sindaco della Città Metropolitana di Catania, Enrico Trantino, il Commissario Straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, Antonio Belcuore, la presidente di SAC Anna Quattrone e l’amministratore delegato di Sac, Nico Torrisi. Anche qui constatiamo una compagine monca, visto che mancavano, o non sono stati invitati, altri soci della Sac ed era assente, soprattutto, il governatore Schifani, che sui quest’operazione privatizzazione si è detto sempre fafvorevole.
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato il valore strategico dei due scali, che nel 2025 hanno movimentato complessivamente circa 12,5 milioni di passeggeri, confermandosi tra i sistemi aeroportuali più dinamici d’Italia. La raccolta delle manifestazioni d’interesse rappresenta il primo step operativo del processo, che porterà successivamente alla pubblicazione del bando per la selezione del partner industriale e finanziario a supporto del piano di sviluppo della società.
Adolfo Urso ha dichiarato di avere sostenuto fin dall’inizio il percorso di privatizzazione, nella convinzione che possa segnare una svolta per il futuro della Sicilia. Poi si è detto certo della partecipazione dei grandi player internazionali.
Tra gli assenti al tavolo di questa mattina, il ministro per i Trasporti, Matteo Salvini, che avrebbe potuto spiegare meglio quale sia il suo progetto di Hub aeroportuale per la Sicilia. Gli esperti, però, leggono come strategica la presenza del solo ministro Urso, a sedici giorni dalla scadenza del 3 giugno per la manifestazione d’interesse. In primo luogo come segnale politico rassicurante lanciato agli investitori internazionali, che siano numerosi e di qualità e garantire loro l’efficacia e la solidità dell’operazione.
Qualcuno ha definito la conferenza stampa un lancio commerciale con i venditori che hanno ricevuto la copertura da parte del governo Meloni, pronti ad offrire la maggioranza delle azioni della Sac e poco importa il pensiero degli altri soci pubblici, costretti ad attendere che i giochi siano fatti, tanto la loro percentuale di azioni non scalfisce la maggioranza.










































































































































































































