Il deputato regionale Carlo Auteri ha inviato una richiesta formale di verifica ispettiva urgente agli assessori regionali competenti, al sindaco di Siracusa e al Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza. Il caso riguarda una bambina di 7 anni che, per la quarta volta, avrebbe rifiutato di scendere dall’auto durante un nuovo tentativo di prelievo coatto davanti ai Servizi sociali. «Quando al centro c’è un minore, le istituzioni devono verificare se ciò che si sta facendo tutela davvero la sua salute», afferma Auteri.
«Non intendo mettere in discussione le decisioni dell’autorità giudiziaria, che vanno rispettate. Ma se le modalità concrete producono paura, rifiuto e rischi per la salute della minore, allora le istituzioni hanno il dovere di fermarsi e verificare», aggiunge Carlo Auteri. Il deputato chiede chiarimenti sul contesto operativo in cui la bambina sarebbe stata esposta a forte pressione emotiva, anche con la presenza delle forze dell’ordine.
Nella richiesta, Auteri sollecita l’invio di ispettori regionali al settore Politiche sociali del Comune di Siracusa per accertare correttezza metodologica, amministrativa e operativa. Chiede inoltre un audit clinico indipendente presso ASP Siracusa, con acquisizione di atti, relazioni, cronologia degli interventi e delle decisioni assunte dai servizi coinvolti.
«La stessa filiera che ha gestito fin qui il caso non può limitarsi a spiegare se stessa: serve una verifica esterna, indipendente e documentata», sottolinea Auteri. Il deputato domanda perché il supporto terapeutico sarebbe stato interrotto in una fase così delicata e se le procedure adottate fossero compatibili con la tutela dell’equilibrio psicofisico della minore e del suo superiore interesse.
Auteri chiede anche la nomina urgente di uno specialista indipendente in Neuropsichiatria infantile, esterno all’assetto operativo precedente, che possa valutare la bambina in un contesto neutro e non minaccioso. E richiama il legame affettivo: «Una bambina di 7 anni ha memoria, intelligenza, capacità di discernimento e percezione chiara di chi per lei rappresenta sicurezza».
«La politica non può restare in silenzio: qui non c’entrano appartenenze o schieramenti, ma il modo in cui le istituzioni trattano la fragilità di una minore», conclude Carlo Auteri, chiedendo la sospensione di ulteriori modalità esecutive coercitive dove non strettamente inevitabili. «Prima di tutto devono venire la salute e il superiore interesse della bambina».










































































































































































































