Il capo della Procura Fabio Scavone incontra la stampa siracusana: passato da dimenticare, il tramonto è diventata l’alba

A bocce ferme, dopo la nomina a procuratore capo della Procura di Siracusa di Sabrina Gambino, il procuratore facente funzione Fabio Scavone ha incontrato stamane la stampa siracusana, dopo che la poltrona di capo della Procura a Siracusa era rimasta vuota dal giugno del 2018, quando il Csm aveva trasferito, su richiesta, l’allora procuratore capo Francesco Paolo Giordano, alla Procura generale di Catania.

Fabio Scavone per far capire meglio la situazione che ha trovato dieci mesi fa quando ha preso il timone dell’Ufficio della Procura di Siracusa, ha usato la metafora del pilota del porto che riesce a non far sbattere nelle banchine della rada di Venezia la nave della Giustizia siracusana. Nella premessa durante l‘incontro con i giornalisti siracusani, Scavone ha elogiato il lavoro del sostituto procuratore anziano, Andrea Palmieri, per il lavoro svolto durante questi mesi duri, rimarcando la regola che da soli non si va da nessuna parte.

Ha confermato poi che il lavoro di squadra alla Procura di Siracusa è stato eccellente, sia con i magistrati, sia col personale tutto. A conferma di ciò, ha snocciolato i dati e i numeri raggiunti. E se le pendenze nel registro sulle persone note al 30 giugno del 2018 erano di oltre 13. 242, al 30giugno del 2019 si è passati a 12.505. Ribasso che si ripete per tutte le voci nei numeri che indicano le varie condizioni, mentre sono passati da 19 nel 2013 a 83 nell’anno 2018, il numero delle misure cautelari eseguite; segno di un lavoro degno di professionalità e impegno di squadra efficiente e costante. E questo con un organico ridotto.

Il procuratore Scavone si è poi soffermato sull’immagine offuscata che la Giustizia ha percorso, e che oggi si può parlare di Giustizia nella casa di vetro. L’attività dell’ufficio della Procura deve essere segreta per antonomasia, ma nello stesso tempo funzionale, senza sospetti, volta agli interessi della collettività, ma per il passato ha parlato di situazione davvero inquietante, da dimenticare. Il triste e buio tramonto è diventata l’alba

Ai nuovi sostituti procuratori arrivati a Siracusa in un momentoparticolare, ha inviato un messaggio di ringraziamento e di stimolo per la professionalità e serietà dimostrata durante questi lunghi mesi. È stata una buona battaglia, combattuta lealmente e con tanto entusiasmo.

Fabio Scavone ha parlato a lungo delle tematiche della zona industriale siracusana e il raffronto con le inchieste in corso per l’inquinamento denunciato ormai in tutte le salse. Una complessa legislazione che non ci mette in condizione di andare speditamente avanti, ma di svolgere una relazione di rapporti tra i vari consulenti e le indagini che si rapportano, purtroppo, male con l’azione inquirente. Bisogna capire bene dove e quando è nata la patologia che si riscontra e si denuncia. In ogni caso la Procura non cede al ricatto occupazionale, ma, nello stesso tempo, nemmeno alla facile soluzione senza le necessarie e chiare prove di responsabilità. Le indagini continuano in maniera capillare, senza nulla tralasciare. Questa la sintesi logica che Scavone ha voluto chiarire alla specifica domanda che gli è stata rivolta dal sottoscritto.

Sull’ambiente ostile che si era creato negli uffici della Procura, il procuratore Scavone, ha ricordato quei giorni bui, quando l’aria che tirava in tutto il palazzo di giustizia era abbastanza nebulosa, ma, per fortuna, dopo un lungo e buio periodo, è ritornato il sole. Poche mele marce, non possono mettere sotto accusa tutta la Procura di Siracusa.

Concetto Alota

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