L’opinione – Priolo, “La nostra storia”: Lodevole, ma la cultura non può essere selettiva

Si è presentata oggi a Priolo Gargallo “La nostra storia”, iniziativa promossa dalla Pro Loco con il supporto di due consulenti del sindaco, finalizzata alla realizzazione di un libro fotografico per la divulgazione del territorio. Un progetto lodevole, che comporta un investimento delle casse comunali ma che, se ben gestito, rappresenta una spesa intelligente.

L’auspicio è che la Pro Loco si affidi ad aziende priolesi del settore editoriale, valorizzando le competenze locali. Un suggerimento tecnico: dotare il volume di un codice ISBN garantirebbe maggiore dignità editoriale e visibilità all’opera, rendendola catalogabile e distribuibile anche al di fuori dei confini comunali.

L’idea di distribuire gratuitamente il libro ai concittadini è apprezzabile e va nella direzione giusta: restituire alla comunità la propria memoria collettiva.

Ma c’è un “ma”.

Alla presentazione di oggi erano presenti il sindaco, il vicesindaco, assessori, i carabinieri e una parte del mondo culturale cittadino. Mancava però l’altra parte, quella che da anni lavora silenziosamente alla promozione di Priolo a livello internazionale, con pubblicazioni distribuite persino in America e depositate alla Library of Congress, con il marchio “Made in Priolo”.

Qui emerge una contraddizione. La Pro Loco, per statuto, ha il compito di valorizzare tutto ciò che il territorio ha a disposizione. Eppure, troppe volte, sembra dimenticare questa missione. I diritti e i doveri di una Pro Loco non sono optional: promuovere il territorio significa includere, non escludere. Significa riconoscere chi, con costanza e rigore, ha già portato il nome di Priolo oltre i confini nazionali.

Come recita un principio universale della cultura: “La cultura è un bene comune, appartiene a tutti”. Non può essere selettiva, non può lasciare fuori chi ha già dimostrato di saper fare sistema e divulgazione.

Un progetto come “La nostra storia” ha senso solo se racconta tutta la storia, se coinvolge tutte le voci culturali della città. Altrimenti rischia di essere solo una bella operazione di facciata, incompleta e parziale.

Priolo merita di più. E la sua cultura, tutta, merita rispetto

Bruno Malabate

By Bruno Malabate

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