Politica – Renzi: “Andare alla conta in aula è un errore politico e un azzardo numerico”

Punta il governo ad approvare il Recovery Fund in un Consiglio dei ministri da convocare in settimana, forse martedì, poi un vertice per cercare di chiudere un patto di legislatura e disinnescare la crisi aperta da Italia Viva. Ma Matteo Renzi è sempre più vicino alla rottura. Ieri, in un lungo post, Giuseppe Conte ha tentato di ricompattare la maggioranza di governo rivendicando i risultati ottenuti dall’Italia sulle vaccinazioni e rimarcando l’importanza della fase che si sta per aprire, con i 222 miliardi del Next generation Eu da investire.

Ma questa mattina, intervistato da Repubblica, il leader di Iv definisce la risposta del premier “sprezzante e sorprendente“: “quando la smetterà di scrivere post retorici e inizierà a confrontarsi sui problemi di merito facendo davvero politica, ci troverà a fare l’interesse dell’Italia e degli italiani. Basta che faccia presto perché non c’è più tempo”. Renzi avverte che arrivare a una conta in aula sul governo è “un errore politico e un azzardo numerico”.

“Evidentemente Conte è già convinto di avere i voti in aula, forse di Forza Italia: mi sembra un errore politico e un azzardo numerico. Ma auguri a lui e all’Italia”, ha aggiunto. Per l’ex premier non ci sono i numeri per sostituire Italia viva al Senato: “E’ più facile che Salvini ne rubi altri tre al M5s che il contrario”. Quanto all’ipotesi di elezioni, per il leader di Iv non esiste che “il Pd si suicidi in nome della difesa di un premier che ha firmato con Salvini i decreti sicurezza e che si è proclamato populista e sovranista al fianco di Trump“.

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri avverte: “precipitare il Paese nel caos e nell’incertezza non sarebbe compreso e apprezzato dalle famiglie, dai lavoratori e dalle imprese, che si aspettano meno polemiche e più fatti. E a buon diritto”. In un’intervista al Corriere della Sera, Gualtieri si è detto comunque “fiducioso che prevarrà in tutti il senso di responsabilità verso gli italiani”.

Pd e M5s fanno quadrato attorno al premier: il vicesegretario dem, Andrea Orlando, prova a tracciare una strada: “Cambiare il Recovery per chiudere l’intesa sul resto. No al voto. Buttare via Conte vorrebbe dire buttare via un’alleanza vincente contro i sovranisti”. Se il presidente del Consiglio “avesse assunto l’iniziativa quando noi lo chiedemmo e quando Iv non aveva posto nessuna questione – osserva Orlando a La Stampa – i problemi avrebbero potuto essere risolti in modo meno traumatico. Ma va detto che oggi questa considerazione questa critica non può essere così radicale da compromettere il buon esito della verifica”, osserva l’esponente dem.

Per il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, “toccare Conte è impensabile. E’ lui – sottolinea il capodelegazione M5s – che ha tenuto il Paese in una fase come quella della pandemia, e che ha condotto la trattativa in Ue sul Recovery. Ognuno ora dovrà assumersi le proprie responsabilità, evocare la crisi agli italiani pare una cosa da marziani”, ha aggiunto. “Noi lavoriamo perché questo Governo vada avanti, e per questo proponiamo anche un patto di legislatura per tutta la maggioranza”.

Per Laura Castelli, viceministro M5s all’Economia, è invece “necessario che il Parlamento approvi quanto prima un nuovo scostamento di bilancio. Adesso si deve accelerare e dobbiamo chiudere entro fine mese, per dare un nuovo sostegno alle imprese” “senza perdere tempo in pseudo crisi che nessuno comprende”.

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