Priolo – PD, Susinni: “Bisogna recuperare le aree agricole incolte, stringere i legami con la terra”

 

Ritornare a coltivare la terra, questo è l’impegno del Partito Democratico, i tempi sono maturi e gli aiuti economici ci sono, il territorio di Priolo Gargallo è stato privato del suo antico paesaggio agrario rurale.  Basta percorrere l’autostrada ritornando da Catania, prosegue Susinni, per poter constatare che il paesaggio agrario rurale si interrompe dal raccordo autostradale di Augusta fino al raccordo di Siracusa, per poi riprendere fino all’estremo sud della Sicilia. Abbandonato dalla propria manodopera per dare spazio all’industria, oggi si presenta con una superfice agricola non utilizzata più alta rispetto agli altri Comuni della Sicilia. La superfice agricola non utilizzata comprende tutti i terreni che sono temporaneamente inutilizzati ma sui quali la coltivazione potrebbe facilmente riprendere con pratiche agricole ordinarie incentivando i proprietari con contributi comunali e regionali. Priolo deve dotarsi di un piano di riforestazione delle aree demaniali, ovviamente interagendo con altri enti preposti, per la realizzazione di boschi permanenti, poiché le aree di bosco assicurano l’equilibrio idrogeologico ed ambientale del territorio e possono anche rappresentare un’opportunità di integrazione con l’agricoltura. Ci sono i fondi di programmi che rientrano sempre sotto l’ombrello Next Generation Eu,  9,7 miliardi per il Fondo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), l’agricoltura siciliana beneficerà di una buona fetta di queste risorse. Abbiamo il dovere di restituire il paesaggio agrario rurale al nostro territorio ripensando anche un futuro sviluppo agricolo, oggi abbiamo gli strumenti per fare convivere agricoltura e industria. Si deve programmare il futuro, governare i cambiamenti che la modernità ci impone, queste sono le sfide che la politica deve affrontare, alzare il livello della programmazione. La politica non si deve limitare a rifare il manto delle strade, realizzare piazzette, manutenzionare gli edifici pubblici, curare il verde pubblico, queste attività pur essendo essenziali, rientrano nella ordinaria amministrazione, le sfide sono altre, riguardano le prossime generazioni appunto come definite dalla comunità europea Next Generation EU, ed il territorio dovrà essere il motore principale dello sviluppo.

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