Regionali 2012, il Cga accoglie la richiesta di Pippo Gianni di revocazione delle sentenze


Il Consiglio di giustizia amministrativa vuole vederci chiaro sulle due sentenze emesse nel 2014 da altro collegio presieduto dal giudice De Lipsis, che aveva disposto la ripetizione delle elezioni in 9 sezioni fra Pachino e Rosolini delle elezioni regionali del 2012. Come si ricorderà, nel corso delle indagini per Sistema Siracusa, è emerso che quelle sentenze fossero state pilotate. Il Cga ha emesso un’ordinanza collegiale con cui ha accolto l’istanza del sindaco di Priolo Pippo Gianni, che proprio a causa della ripetizione del voto, ci rimise lo scranno a Sala d’Ercole, a tutto vantaggio di Pippo Gennuso. I giudici hanno disposto, infatti, di entrare nel merito della richiesta di revocazione delle sentenze emesse dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana per dolo del giudice De Lipsis, presidente ed estensore del Collegio che ha deciso le cause.
Il Collegio ha inoltre disposto, volendo veder chiaro sulla questione, l’acquisizione nel processo di tutti gli atti dei procedimenti penali in corso e/o conclusi sulla vicenda per cui è causa, procedimenti penali che hanno riguardato l’intensa attività del giudice di Siracusa e di Roma, nonché di tutti gli atti delle elezioni del 2012 da parte della Prefettura di Siracusa.
Gianni, difeso dagli avvocati Michele Cimino, Massimiliano Mangano e Valentina Castellucci, si ritiene soddisfatto del provvedimento: “attendo con ansia la pronuncia sul merito della vicenda, la cui udienza si terrà il prossimo 23 settembre 2020, per ristabilire al più presto la giustizia violata. Sono pronto ad intraprendere ogni ulteriore via legale, attivando anche la Corte di Giustizia Europea, la mia è una battaglia legale per far rispettare la costituzionalità dello Statuto della regione. Sono fiducioso che il Cga potrà prendere atto del fatto che quelle sentenze di cui si chiede la revocazione siano state emesse con dolo del giudice, condannato per corruzione in atti giudiziari, ed eliminando la mortificazione che è stata fatta della legislazione regionale”.

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