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Siracusa, bombe inesplose e incendi: interrogazione in Parlamento

Parla di allarme sociale la deputata Carolina Varchi di Fratelli d’Italia che ha presentato un’interrogazione parlamentare, indirizzata al Ministro dell’Interno e della Difesa, per chiedere l’adozione dei provvedimenti necessari a garantire un maggiore dispiegamento di personale delle forze dell’ordine a Siracusa o di ricorrere all’impiego anche di contingenti di personale militare delle Forze Armate per far fronte alle straordinarie esigenze di prevenzione e contrasto della criminalità.

“A distanza di pochi giorni – scrive Varchi nella sua interrogazione – un secondo pacco bomba è stato rinvenuto in città, in via Filisto, nella parte nord della città, proprio a ridosso di un’abitazione; l’ordigno rudimentale era disinnescato, ma fino a quando l’allarme non è rientrato, i residenti hanno vissuto momenti di vero terrore. L’intervento degli artificieri di Catania si era già reso necessario il 2 maggio, quando gli agenti della Polizia di Stato e i Vigili del fuoco sono intervenuti in via Pietro Novelli per la presenza di un ordigno sul parabrezza di un’auto e in quel caso non era disinnescato anzi, pare che già vi fosse stata un’esplosione che ha spinto i residenti a chiamare le forze dell’ordine.

Nella notte tra il 9 e 10 maggio, in via Barresi, sono andate a fuoco tre auto e, secondo le prime indiscrezioni, anche se non ci sono conferme da parte degli inquirenti, l’incendio sarebbe di origine dolosa; un’altra auto era stata data alle fiamme il 31 marzo scorso in via Filisto, proprio la via in cui è stato ritrovato l’ultimo pacco bomba; sempre in via Barresi, pochi giorni fa agenti e Vigili del Fuoco sono intervenuti per l’incendio di un’autovettura, completamente distrutta dalle fiamme, che hanno lambito anche un ciclomotore. E ancora, nel pomeriggio del 30 aprile, infine, un incendio ha danneggiato nuovamente il chioschetto del Monumento ai Caduti, all’ingresso della pista ciclabile della città aretusea.

”Non è chiaro se si tratti di ritorsioni nei confronti di persone che non vogliono piegarsi al pizzo o c’è in ballo il controllo del territorio”, così l’on. Carolina Varchi nell’interrogazione. Ci auguriamo rapide indagini per accertare le cause di tali episodi. Certo è che la vigilanza deve essere altissima, soprattutto in questi momenti di difficile situazione economica e sociale. Dove non c’è lo Stato, o appare debole, rischia di avanzare la criminalità. Per questo è necessario che lo Stato intervenga, se del caso con maggiore dispiegamento di forze, e garantendo la liquidità alle imprese, affinché stiano lontane da ambienti malavitosi sempre abili a individuare nuovi segmenti di mercato in cui inserirsi”.

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