Sortino: laboratorio-museo per eternare la tradizione dei fascitrari

Un alveare stilizzato in cui ad ogni celletta corrisponde una foto, accoglie i visitatori alla Casa dell’apicoltura tradizionale. Le foto sono state realizzate nell’arco di un quarantennio da Girolamo Bruno, e dal figlio Nunzio, a cui è stato dato il nome del nonno, noto studioso e curatore del museo etnoantropologico di Floridia.

A Sortino la tradizione dei fascitrari è ancora oggi viva e vegeta. L’ultimo dei fascitrari, Carmelo Musumeci, ha trasformato la casa dei nonni in un laboratorio artigianale dove è possibile rivivere il fascino della produzione del miele degli iblei e della cera. Musumeci ha ottenuto nel marzo del 2024 l’iscrizione al Registro Eredità Immateriali Siciliani voluto dall’UNESCO ed ha un progetto in mente. “La tradizione di famiglia è stata avviata all’inizio del ventesimo secolo – dice Musumeci – ed è andata avanti per otto generazioni. Anche mio figlio ha intrapreso questa professione per la sopravvivenza della quale occorrerebbe che la Regione siciliana si facesse promotrice di un corso di formazione”.

Entrare nel laboratorio-museo, dove abitavano i nonni di Musumeci, è come varcare la soglia del passato. Ci sono tutti gli attrezzi del mestiere, in primo luogo i fascetri, cioè arnie realizzate con il legno di ferula con dimensioni inalterate dai tempi dei greci e romani, 18 x 18 e lunghi 80 centimetri. Anche luogo della torchiatura dei favi per la produzione del miele, della estrazione della cera e del riutilizzo dell’acqua usata per la lavorazione. Quest’acqua non veniva buttata ma a seguito fermentazione e successiva distillazione diventava “’U spiritu de’ fascitrari”.

Nel weekend il laboratorio-museo è stato meta di numerosi visitatori che hanno potuto ascoltare storie antiche e i metodi di produzione del miele delle api dei monti Iblei. E’ stata anche l’occasione per la presentazione del volume “L’ultimo fascitraru, scritto a quattro mani dai professori Luigi Ingaliso e Mario Lonero. Il libro celebra la tradizione apiaria sortinese, la dedizione con cui la famiglia Musumeci ha portato avanti una professione difficile ma afascinante, raccontando il laboratorio ricostruito, una piccola e preziosa collezione di oggetti dell’apicoltura tradizionale chiamata “Mieleria Casa dei Nonni”  aperta in esposizione permanente. Si può assaggiare il dolce miele di zagara, di millefiori o di timo, ed altri secondo la stagione che riempiono l’ambiente di un profumo inebriante.

By Francesco Nania

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