Teatro Massimo Bellini di Catania: presentato il progetto “Narratori e compositori di Sicilia”

Catania, 28 gennaio 2022  – Scrittura letteraria e scrittura musicale, da sempre, sfumano l’una nell’altra mescolandosi e intensificando, vicendevolmente, la loro potenza semantica. Da questa suggestione, coniugata alla naturale forza evocativa della musicalità della narrativa siciliana e dalla forza dei canali web nella diffusione di questo connubio tra parola e musica, nasce il progetto Narratori e compositori di Sicilia. Un’iniziativa ambiziosa che, come in una sorta di poema sinfonico in cinque parti, punta sulla potente diffusione sui canali internet per esaltare il particolare incontro tra testi e melodie: quello tra le pagine dei grandi della letteratura isolana e le partiture concepite oggi, per l’occasione, da rinomati compositori siciliani per trasmettere lo straordinario universo di pensieri ed emozioni racchiuso nel patrimonio della narrativa siciliana.
Ideato da Orazio Torrisi, il ciclo Narratori e compositori di Sicilia è prodotto da una prestigiosa partnership che vede insieme il Teatro Massimo Bellini di Catania, il Teatro della Città di Catania e l’Università di Catania. Istituzioni culturali che hanno unito le forze per una proposta che unisce la tradizione della narrazione siciliana, le composizioni originali e la potenza della diffusione sui canali internet.
L’imponente iniziativa, infatti, a partire dal primo Verismo siciliano, mette insieme i testi di cinque grandi scrittori siciliani e cinque compositori, in cinque diverse puntate che saranno trasmesse, a partire dal 3 febbraio, sui canali della radio e della webtv dell’Università di Catania (dove potranno essere ascoltate live) e poi in streaming su radiozammu.it, in FM sulla frequenza 101.00 MHz di Radio Zammù; in video sul canale YouTube di Zammù TV (zammù tv – Università di Catania) nonché sui siti web del Teatro Massimo Bellini (www.teatromassimobellini.it) e del Teatro della Città (www.teatrodellacitta.it).
I testi, con la consulenza letteraria del professore Rosario Castelli, sono quelli di Luigi Capuana, Giovanni Verga, Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia ed Ercole Patti, nell’adattamento teatrale e con la regia di Ezio Donato mentre le melodie, con la consulenza musicale del maestro Giuseppe Calanna, sono state composte dai cinque compositori contemporanei Luciano Maria Serra, Matteo Musumeci, Joe Schittino, Giuseppe Emmanuele e Mario Garuti.

Cinque puntate per cinque autori e cinque compositori per una narrazione della Sicilia in cui le parole si fanno musica e le melodie si fanno emozioni in un racconto in musica immaginato e confezionato per la fruizione sul web attraverso le riprese e il montaggio realizzati dalla webtv dell’Università di Catania.

Gli “appuntamenti”, registrati al Teatro Massimo Bellini, vantano tutti un cast artistico d’eccezione a partire dall’Orchestra del Teatro Massimo Vincenzo Bellini, diretta da Leonardo Catalanotto impegnata nell’esecuzione di ogni composizione che non solo accompagna ma è parte strutturale dell’intera pièce. Sul palcoscenico, a dar voce ai cinque narratori illustri di Sicilia, ci sono cinque interpreti (anch’essi siciliani) la cui voce si fa melodia e si interseca con le composizioni originali: Pippo Pattavina, Andrea Tidona, Ezio Donato, David Coco, Riccardo Maria Tarci, mentre i ruoli femminili (Filomena, Una ragazza, Angela Giuffredi e Bruna) sono tutti interpretati dall’attrice Evelyn Famà.

«Prima la musica, poi le parole, o viceversa? Non si tratta di stabilire un primato, ma piuttosto di esaltare il connubio di due fattori, la scrittura delle parole e la scrittura della musica, entrambe potenti espressioni della natura dell’uomo», sottolinea Giovanni Cultrera di Montesano, sovrintendente culturale del Teatro Massimo Bellini. «Due codici da interpretare allo stesso modo, due linguaggi oltremodo vicini e del pari fondamentali. Se l’afflato musicale è universale e risuona a tutte le latitudini, non è meno vero che le Belle Lettere di ogni Paese, proprio per la loro peculiarità, racchiudono altrettanta ricchezza di segni, valori, suono. È questa la connessione profonda su cui si basa un progetto che postula l’alchimia tra letteratura e pentagramma. Narratori e compositori di Sicilia attua peraltro un audace scarto temporale, abbinando grandi scrittori fioriti a cavallo tra 800 e 900 ad alcuni tra i più apprezzati compositori dei nostri giorni. Abbiamo raccolto i loro contributi originali che, dopo il ciclo in programma, confluiranno in un poema sinfonico collettivo. In ciò trova ulteriore conferma la portata del focus sulla musica contemporanea che caratterizza le recenti stagioni del Teatro Massimo Bellini, promotore di numerose prime assolute, commissionate ai più rinomati autori isolani. In questa visione, entusiasmante è stata la sinergia con il Teatro della Città e l’Università di Catania per realizzare, in una contingenza ancora segnata dalla pandemia, l’ambiziosa iniziativa culturale targata Sicilia. Ovvero celebrare la nostra letteratura e prestare al contempo massima attenzione alla contemporaneità e agli strumenti che offre, puntando non solo su partiture inedite, ma altresì sulla virale veicolazione del Web, la cui energia unisce la collettività in un frangente in cui è più che mai importante sentire di farne parte».

«L’idea di Narratori e compositori di Sicilia affonda le radici nella nascita del progetto Sinestesie con cui, assieme all’Università di Catania, abbiamo lanciato i radiodrammi in versione webtv e digitale”, spiega Orazio Torrisi, consulente del Teatro della Città. “Lo spunto di partenza era quello di proporre un melologo che avrebbe messo insieme un attore e un musicista impegnati in una narrazione accompagnata dalla musica. Man mano che le puntate di Sinestesie prendevano forma ci siamo resi conto di quanto la musica avesse sempre più un ruolo importante in un’iniziativa multimediale e culturale di questa portata. E’ nata così l’importante sinergia con il Teatro Massimo Bellini dalla quale è scaturita l’idea di coinvolgere i compositori siciliani e incrementare il rilievo della musica all’interno di ogni puntata. Si tratta di un format originale che trae anche ispirazione dalla voglia di sperimentare modalità che ci permettano di portare cultura e intrattenimento nelle case della comunità che non può recarsi nei luoghi canonici dell’arte, offrendo loro uno spaccato di quei luoghi e di quell’arte attraverso i mezzi radiofonici e web che hanno rivoluzionato il mondo della comunicazione e dell’intrattenimento. La pandemia ci ha portato sempre di più a rinchiuderci e fruire della bellezza attraverso le piattaforme digitali, ma noi vogliamo fare in modo che questo mezzo straordinario che è il web possa essere anche utile alla promozione dello spettacolo dal vivo e a far capire che il teatro, la cultura e l’arte sono costantemente presenti e rimangono un punto di riferimento del sentire umano».

«Il contributo costante dell’Università di Catania alla promozione dell’arte e della letteratura siciliane garantisce, ancora una volta, pratiche virtuose di collaborazione con tutte le realtà cittadine che si occupano di spettacolo”, dichiara il professore Rosario Castelli, delegato alle Attività culturali Università di Catania. “La co-produzione e realizzazione di prodotti audiovisivi originali e inediti, di spiccato pregio tecnico e artistico, come quelli che compongono il ciclo Narratori e compositori di Sicilia, è un ulteriore esempio di come possa mantenersi attiva, anche in contingenze complicate come quelle che affrontiamo, la creatività e la voglia di scommettere su modalità alternative di fruizione culturale. Per l’Ateneo, la sinergia e il dialogo con i teatri è una delle tante importanti missioni di disseminazione e promozione di competenze e talenti che servono, oggi più che mai, allo sviluppo sociale del territorio. Riuscire a creare suggestive relazioni tra la consolidata e ben nota tradizione letteraria siciliana e la musica contemporanea non era un fatto semplice o scontato, ma il nostro obiettivo è quello di creare ponti che mettessero in comunicazione linguaggi, storie, persone, realtà eterogenee, dando un segnale di come, soprattutto in quest’epoca, la condivisione e la reciprocità di intenti culturali siano imperdibili occasioni di resistenza e sviluppo che possono avere ricadute importanti sulla collettività».

Il ciclo Narratori e compositori di Sicilia muove da un’antica tradizione della letteratura che ha sempre raccontato con il canto, la musica e le parole, uniti insieme, una storia antica o contemporanea in unproa nuova relazione espressiva.

Nel dettaglio, i 5 appuntamenti, pubblicati sui canali web dei tre enti partner con cadenza “settimanale”, saranno:

 

  • Comparatico (1882), Luigi Capuana, musica Comparatico – Ianu di Luciano M. Serra, interpreti Pippo Pattavina, Ezio Donato, Evelyn Famà

  • La tentazione (1883) Giovanni Verga, musica La tentazione – Drammi intimi di Matteo

            Musumeci, interpreti Andrea Tidona ed Evelyn Famà

  • Una giornata (1935) Luigi Pirandello, musica Una giornata di Joe Schittino, interprete Ezio Donato

  • La frode (1967), Leonardo Sciascia, musica La frode di Giuseppe Emmanuele, interpreti David Coco ed Evelyn Famà

  • Le donne (1969), Ercole Patti musica Le donne – “Canto come se nulla fosse” di Mario Garuti, interpreti Riccardo Maria Tarci ed Evelyn Famà

 

Nei cinque racconti, disposti nell’ordine cronologico della data di edizione e legati da un filo sottile che parte dalla felice stagione del verismo siciliano per arrivare ai suoi esiti e sviluppi contemporanei – nonché dal fatto che sono tutti ispirati a fatti realmente accaduti – l’io narrante ma anche il protagonista è sempre un uomo, mentre le storie coinvolgono una figura femminile, oggetto delle vicende narrate.

Suggestiva la struttura di ogni composizione: ogni racconto precede la composizione musicale che sarà eseguita solo alla fine. Tuttavia, per mettere l’ascoltatore nella stessa disposizione del musicista che compone la melodia ispirandosi al testo, fin dall’inizio del recitato, compaiono frammenti musicali, come piccoli “bagliori”, che anticipano la composizione che si presenta nel suo pieno splendore solo alla fine del racconto, quando le parole sembreranno non essere più in grado di rivelare le emozioni suscitate.

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