Ucraina – Domani la visita dell’Aiea a Zaporizhzhia

La squadra di tecnici dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) visiterà la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia da mercoledì a sabato: lo ha detto il direttore dell’Aiea, Rafael Grossi, secondo quanto riporta il Guardian.

La missione è arrivata a Kiev da Vienna ieri sera

La situazione nella centrale, in mano alle forze di invasione russe, è da giorni al centro di tensioni fra Mosca e Kiev.  Il ministero degli Esteri russo ha denunciato che su Zaporizhzhia “il regime di Kiev sta facendo terrorismo nucleare”, e durante la notte scorsa funzionari di Energodar, la cittadina che ospita l’impianto, hanno detto alla Tass che due esplosioni sono state registrate vicino all’impianto di stoccaggio del combustibile esaurito della centrale nucleare di Zaporizhzhia, che hanno attribuito a un attacco dell’esercito ucraino.

Secondo i funzionari, Kiev vuole minare così la missione dell’Aiea alla centrale.

Gli ucraini, intanto, denunciano che le forze russe  hanno catturato 485 civili nella regione di Zaporizhzhia e 207 di loro “sono ancora tenuti in ostaggio”: è quanto emerge da un rapporto dell’Amministrazione militare regionale, secondo riporta Ukrinform. “Nella regione di Zaporizhzhia, gli occupanti hanno catturato 485 civili, di cui 207 sono ancora tenuti in ostaggio”, ha reso noto l’Amministrazione, sottolineando che 278 persone sono state rilasciate. Come è noto, il primo vicesindaco di Energodar, Ivan Samoydyuk, e il sindaco di Dniprorudne, Yevhen Matveev, sono
entrambi detenuti dai russi

L’Ucraina ha annunciato che ha avviato una controffensiva nella regione di Kherson, nel sud del Paese e anche stamane la presidenza a Kiev parla di pesanti combattimenti in corso in “quasi tutto il territorio di Kherson”. Ma secondo il leader russo in Crimea, Serghei Aksyonov, la controffensiva è una “fake news della propaganda ucraina”, e al contrario gli ucraini stanno subendo “estreme perdite a sud e in tutti gli altri settori, ma devono mostrare le attività ai loro padroni occidentali”. Una smentita è giunta anche dal vice governatore filorusso a Kherson, Kirill Stremousov, secondo cui ci sono comunque stati bombardamenti che hanno preso di mira “i civili”. “Nessuno sta liberando Kherson. Nessuno si sta ritirando da nessuna parte”, ha aggiunto. Il responsabile dell’amministrazione filorussa di Novaya Kakhovka, nella regione di Kherson, ha detto da parte sua che gli ucraini hanno attaccato la zona, subendo gravi danni e provocando vittime.  “I danni sono molto gravi. Gli incendi e le esplosioni continuano”, ha affermato, aggiungendo che le informazioni su vittime e danni sono in corso di verifica. Secondo i filorussi, nella regione ci sono stati diversi attacchi delle truppe ucraine e “diverse scuole e infrastrutture sociali sono state distrutte, numerose abitazioni sono state danneggiate”.

La presidenza ucraina, da parte sua, parla di “intensi combattimenti” con le forze russe che sono in corso da ieri in “quasi tutta” la regione meridionale occupata di Kherson, con “forti esplosioni tutto il giorno (lunedì, ndr) e durante tutta la notte nella regione di Kherson. Pesanti
combattimenti sono in corso su quasi tutto il territorio della regione”, ha affermato la presidenza nel suo briefing mattutino, aggiungendo che le truppe ucraine “hanno lanciato azioni offensive in varie direzioni”.

Secondo il bollettino quotidiano dell’intelligence britannico, inoltre, la maggior parte delle unità russe nella regione di Kherson sono probabilmente a corto di uomini e fanno affidamento su fragili linee di rifornimento tramite traghetti e ponti sul fiume Dnipro.  Il rapporto pubblicato dal ministero della Difesa di Londra sottolinea che molto probabilmente la 49ma Armata congiunta del distretto militare meridionale (Smd) è stata rafforzata con uomini della 35ma Armata congiunta del distretto militare orientale (Emd). E secondo i servizi di Londra l’integrazione di queste due unità suggerisce una “significativa riorganizzazione” delle forze russe in Ucraina.  “C’è la possibilità realistica che la Russia si sia mossa per razionalizzare i diversi comandi operativi semi-indipendenti che hanno contribuito alle sue scarse prestazioni all’inizio dell’invasione”, osserva il rapporto.

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