Agricoltura nel sud della Sicilia, Pippo Gennuso: manca L’interlocuzione con l’unione Europea

“Ha lasciato gli scranni dell’Assemblea regionale siciliana, ma non sicuramente la politica. Si occupa della sua azienda agricola nelle colline di Ispica che porta il suo stesso cognome. Si dedica con grande passione, ma anche competenza, di agrumi, ortaggi ed olio extravergine, e lo dice a chiare lettere che “ è la politica ad essere assente in agricoltura”.
Sono parole forti quelle dell’imprenditore Giuseppe Pippo Gennuso che denuncia l’assenza di una politica attiva del settore. Soprattutto nel sud est della Sicilia.
“Qualche eurodeputato che non c’è ed è assente nel territorio , dovrebbe quantomeno conoscere le aree dove ha preso i voti e conoscere le potenzialità che il territorio esprime. “Dovrebbero sapere che ogni giorno da questa zona dell’Isola partono 600 fra Tir e autoarticolati con destinazione il nord dell’Italia ed i Paesi dell’Europea. Ma qui gli operatori del settore sono abbandonati al proprio destino e soprattutto non c’è alcuno che li informa di leggi e normative che vengono fatte al Parlamento Europeo. E’ tutta una improvvisazione, perché non esiste tra le province di Siracusa e Ragusa un parlamentare di riferimento. Sulla carta c’è qualche eurodeputato siciliano, ma conosce la zona soltanto per avere preso i voti per la sua elezione. Poi c’è il vuoto pneumatico. Ci sono imprenditori e aziende agricole che cercano di documentarsi di ciò che avviene a Bruxelles, ma è un lavoro che lascia il tempo che trova”. Giuseppe , Pippo Gennuso non smette mai di promuovere i prodotti di eccellenza del sud est e parla di controlli assenti sulla merce e delle continue frodi che vengono portate a termine nei confronti dei consumatori. “Vi faccio un esempio che è a conoscenza dell’intera categoria. Pachino è diventata nota per il suo pomodoro Igp, per le sue risorse organolettiche e per la qualità del prodotto, quindi deve essere tutelato. Dalla produzione alla commercializzazione e non deve essere confuso con altra produzione che avviene nel. Ragusano e che non ha nulla a che vedere con l’Igp. Non vanno ripetuti gli errori del passato, quando a Pozzallo arrivavano navi cariche di grano dell’Ucraina che poi passava per prodotto italiano. Ma c’è anche la questione degli agrumi che arrivano da Spagna e Marocco e che drogano il mercato dal punto di vista della concorrenza”.
Se per Gennuso la realizzazione del Ponte sullo Stretto è un’opera primaria per collegare la Sicilia con l’Europa, mega struttura attesa oramai da mezzo secolo, la questione agricola del su est di essere ben rappresentata nell’Ue, non può diventare soltanto una effimera rappresentanza. “Servono persone che si spendano e che facciano gli interessi di una enorme filiera che alza notevolmente il Pil della Sicilia”, prosegue Gennuso – “Al Parlamento europeo oltre la presenza serve pure la competenza che ad oggi non c’è”.

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