Catania-Acireale: ex sindaco Nicotra assurdo non aprire il settore ospiti per i tifosi acesi

Acireale, 23 novembre 2022 – In relazione alla notizia del divieto per i tifosi acesi, di assistere alla gara di campionato tra Catania e Acireale, in programma domenica prossima, che ieri ha fatto il giro della città in un batti baleno, sento di esprimere alcune considerazioni personali, avallate da autorevoli miei concittadini, appassionati di calcio e innamorati dello sport e di Acireale, come il sottoscritto.

Lavarsene le mani alla Ponzio Pilato, vietando la possibilità di assistere ad una gara di calcio, ritengo sia fin troppo facile. Riconosco la difficoltà per gli enti e organismi preposti a governare l’ordine pubblico, tale insidia però, a mio sommesso avviso, non deve prevalere rispetto alla volontà dei tantissimi sportivi che “convivono” senza alcuna difficoltà, con i “cugini” ( sportivamente parlando) catanesi. Credo che i tempi siano maturi e che il 2 febbraio, abbia insegnato tanto. Ho letto anche l’autorevole intervento dell’amico avv.Enzo Di Mauro che sento di condividere a margine di questa mia nota, che sintetizza al meglio quello che è anche il mio pensiero, che rivolgo alle Autorità competenti ed alla classe politica locale, di recente “rinnovata” in ambito regionale.

Di seguito il pensiero dell’avv.Enzo Di Mauro

“Trovo ridicola e al contempo “pericolosa” la decisione del prefetto di Catania di impedire ai tifosi acesi (a tutti, non solo ai cosiddetti ultras), di assistere domenica alla partita allo stadio Massimino.

La trovo ridicola perché acesi e catanesi passano gran parte del tempo – per ovvi motivi di vicinanza geografica e di comuni amicizie, oltre che per esigenze lavorative – a stretto contatto tutta la settimana e così avrebbero potuto fare tranquillamente anche domenica la stragrande maggioranza di coloro che si sarebbero recati da Acireale e vedere il derby. Quindi decisione senza senso sotto tale profilo.

La trovo pericolosa perché a me sembra che con la scusa della presunta tutela dell’ordine pubblico, anche quando questo rischio è oggettivamente assai limitato, si stia limitando sempre più spesso il diritto costituzionale dei cittadini di muoversi liberamente o, come nel caso di specie, di assistere ad un evento pubblico o sportivo, preferendo la comoda scorciatoia del divieto a tutti per limitare pochi possibili facinorosi. Se l’autorità di Polizia non è in grado di garantire l’ordine pubblico per la presenza di qualche centinaio di spettatori “ospiti” che si spostano di pochi chilometri, allora chiudiamo baracca e burattini e buonanotte. Che, poi, non si capisce perché si può assistere da tifoso ospite a Catania-Palermo, si può andare tranquillamente al pericolosissimo derby di Roma (giusto per citare una partita calda…), ma non si è in grado di garantire la sicurezza di qualche centinaio di tifosi acesi (quelli del tifo organizzato perché per gli altri non credo che il problema si ponga).

Insomma io credo che una norma giusta per casi eccezionali sia sempre più spesso, invece, abusata nel suo concreto utilizzo.

E non credo che ciò sia un bene, aldilà dell’evento sportivo”.

Mi auguro in un ravvedimento e “allargamento” delle maglie, finora chiuse.

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