Siracusa – Tentato omicidio corso Timoleonte, l’indagato: credevo fosse armato e ho sparato

Ha sostanzialmente confessato di essere il responsabile di avere sparato due colpi di arma da fuoco la notte tra il 29 e 30 dicembre, ferendo il 38enne siracusano L. C.. Sottoposto a interrogatorio di garanzia davanti al gip del tribunale, Federica Piccione, l’indagato, Claudio Foti di 53 anni, tortoriciano, ha detto di avere compiuto il gesto per timore che anche la vittima della gambizzazione fosse armato e avesse potuto sparargli. Difeso dall’avvocato Junio Celesti, l’indagato ha riferito di avere avuto poco prima un diverbio con il 38enne per vecchi rancori mai sopiti.  

Al cospetto del pubblico ministero Tommaso Pagano, ha anche tenuto a precisare di avere voluto soltanto dargli una lezione e per tale motivo avrebbe mirato alle gambe. Il giudice ha convalidato l’arresto di Piccione confermando la misura cautelare in carcere. La difesa ha preannunciato di volere ricorrere al tribunale del riesame di Catania per l’annullamento della misura cautelare o, quantomeno, per tramutarla in una meno afflittiva. 

La vicenda, com’è noto, è avvenuta di notte in corso Timoleonte, ad angolo con via Eumelo. Come ricostruito dai carabinieri, che hanno eseguito le indagini, la vittima dell’agguato si trovava in compagnia di altre persone quando sarebbe arrivato Foti che ha sparato due colpi all’indirizzo del malcapitato, mirando, però, agli arti inferiori. Ha destato il panico tra le persone presenti, che sono scappate mentre il 38enne è rimasto sul marciapiede con una ferita alle gambe, poi curata in ospedale dai sanitari. Foti si è reso irreperibile fino a quando i carabinieri, avendolo individuato in un appartamento non lontano dal luogo del ferimento, lo hanno indotto a costituirsi. 

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