Targia, una strada fra le più pericolose del territorio

 


Riceviamo e pubblichiamo una nota del dott. Rosario Dell’Arte consulente tecnico d’ufficio al tribunale di Siracusa in ambito sinistri stradali ed ex consigliere di circoscrizione, sul nuovo incidente stradale a Targia che ha visto vittima un centauro 24enne siracusano, Iginio Gianluca Ruvioli.

Con estremo dolore si è verificato ciò che non avrei mai voluto che riaccadesse un altra vittima. Da tempo ho urlato ripetutamente a gran voce la messa in sicurezza, basta digitare su google il mio cognome associato a Targia per vedere quante denuncie sono state eseguite, per avere sempre la stessa risposta: il silenzio. Avevo proposto anche un intervento economico, quanto meno che abbassasse il rischio di pericolosità per la suddetta strada, la risposta è stata sempre uguale: il silenzio. Contrada Targia è la strada più pericolosa di Siracusa, lo affermo nella qualità di tecnico, ma non c’è bisogno di un esperto per identificare la sua pericolosità, basta percorrerla per osservare le tante criticità, insidie stradali e le numerose gravi infrazioni del codice della strada compiute ripetutamente dai conducenti. Dell’Arte: “Ritengo inammissibile ed inaccettabile che si stia a “guardare” mentre le gente ci lascia la vita o subisce infortuni con lesioni fisiche gravi. Continue e frequenti sono le infrazioni del codice della strada compiute dagli automobilisti quali: sorpassi, inversioni di marcia, notevole superamento del limite di velocità imposto sia per conto di autovetture ma anche di autocarri, con grave disconnessione del manto stradale su molti punti. La soluzione ideale proposta, è ripristinare in maniera uniforme il manto stradale e procedere alla creazione di uno spartitraffico con almeno due piccole rotonde. Lo spartitraffico non solo permetterebbe di evitare il superamento della doppia striscia longitudinale durante i sorpassi, ma non permetterebbe anche il cambio di inversione trasversale o il raggiungimento delle ditte presenti in contromano, compiute non solo dai conducenti di automobili ma soprattutto dei numerosi autocarri per abbreviare la destinazione. La presenza delle rotatorie non solo consentirebbe la corretta inversione di marcia senza dover compiere un lungo tragitto ma soprattutto obbligherebbe anche a rallentare l’andamento di conduzione veicolare nel tratto rettilineo. Come alternativa al contenimento delle spese e soprattutto al fine nella celerità nella messa in sicurezza, la proposta potrebbe essere quella della creazione di un cordolo creato nella medesima maniera come in viale Paolo Orsi o come presente in via Columba con al centro una siepe. Ciò

permetterebbe di evitare il superamento della segnaletica orizzontale di doppia linea in fase di sorpasso e l’inversione trasversale di corsia. Infine per quanto concerne il limite di velocità se neanche il rallentamento dovuto dalle rotonde create non ne causerebbero il rispetto del limite imposto, si potrebbe procedere con l’istallazione di autovelox . Spero che non dobbiamo attendere l’ulteriore vittima per comprenderne l’urgenza di intervenire. Lo scrivente mette a disposizione la propria professionalità a titolo gratuito per il compimento dell’opera. Con l’augurio che si possa mettere una fine a questa strada della morte, oggi il silenzio Siracusa lo deve non per ignorare il problema, ma per chiedere scusa a tutte le vittime che non ha saputo preservare e tutelare per la mancanza di sicurezza stradale.

Dott. Rosario Dell’Arte

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