Caso Revisud, prosegue l’agitazione

Continua lo stato di agitazione dei lavoratori della REVISUD srl, azienda che opera nelle attività di manutenzione meccanica presso gli impianti Eni Versalis.
I lavoratori in queste settimane hanno continuano a reclamare il mancato pagamento degli stipendi arretrati da parte di un’azienda che continua, con un atteggiamento arrogante ed irresponsabile, a non mantenere gli impegni e alimenta pericolosamente la tensione che scaturisce dal disagio di lavoratori che hanno difficoltà a soddisfare i
bisogni primari delle proprie famiglie.

Vertenze come queste, che nel petrolchimico di Priolo stanno diventando una triste normalità, meriterebbero un’analisi attenta ed obbiettiva sul progressivo progetto di
dismissione, che ha contribuito a far saltare nel nostro territorio anche l’antico scambio tra lavoro e salute.

Questi lavoratori che pagano perfino l’umiliazione di non avere neanche i soldi per recarsi al lavoro sono intenzionati a percorrere la strada della lotta per contrastare un sistema imprenditoriale che rappresenta la negazione stessa di quel valore sociale che la costituzione assegna alla responsabilità d’impresa. Per il sindacato e per i
lavoratori tutto questo risulta insopportabile, e obbliga tutti ad impegnarsi nella costruzione di quelle condizioni di civiltà e dignità necessarie per restituire valore al diritto di cittadinanza, e difendere realmente diritti e dignità, presupposto indispensabile alla convivenza civile e alla “coesione sociale”.

I lavoratori Revisud  venerdi 4 novembre presidieranno la portineria Versalis

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